Se fossimo davvero capaci di muoverci attraverso le dimensioni temporali sarebbe possibile modificare il passato? 
Questa domanda ha ispirato molti autori del passato e ne ispirerà sicuramente molti altri nel futuro. Perché?
Sicuramente l'uomo nasce curioso ed il viaggio nel tempo consentirebbe di capire molte cose e di correggerle a proprio piacimento. 

Ma cosa è il tempo?
L'orologio scandisce una semplice successione di eventi: è questo il tempo? Se non non avessimo la possibilità di misurare il tempo sarebbe solo frutto della nostra percezione e, come tale, sarebbe molto relativo.
Quante volte ci capita di pensare "E' già passata un'ora?" o "Manca ancora un'ora! Quanto ci vuole!?".
In entrambi i casi si tratta di un'ora, ma per la nostra mente, nelle due differenti situazioni, il tempo si mostra molto diversamente. Dopotutto noi pensiamo che una mosca viva pochissimo; neanche un mese mediamente.
Che vita breve.

Ma ne siamo sicuri?
Dal nostro punto di vista sicuramente è difficile credere che una mosca viva a lungo. Dopotutto un mese è pur sempre un mese.
Ma se analizziamo meglio la questione scopriamo che la mosca ha una capacità di percezione degli eventi molto più veloce di quella dell'uomo. Leggevo in un articolo che si è stimata una capacità 800 volte superiore a quella umana. In generale questo vale per gli insetti più piccoli.
Al di là di quanto possa essere realistico questo valore, proviamo ad usarlo per fare un esempio.
Se una mosca fosse 800 volte più veloce dell'uomo nel percepire il susseguirsi degli eventi e se considerassimo, per comodità, il tempo minimo percepibile da noi umani uguale a circa mezzo secondo, allora si potrebbe dedurre che ogni nostro secondo sia equivalente a 400 secondi di una mosca, e quindi un mese (30 giorni da 24 ore di 60 minuti e 60 secondi: 30x24x60x60 = 2.592.000 secondi) corrisponderebbe a 1.036.800.000 secondi, cioè ben 33 anni circa! Ragionando in questi termini la vita media di una mosca cambia notevolmente.

Ma è questo il tempo?
In realtà stiamo parlando solo di percezione degli eventi! Una dimensione temporale è un'altra cosa e possiamo solo immaginarla o crearne un modello nell'intelletto.
Come possiamo quindi pensare ad una dimensione temporale?
Forse sarebbe meglio immaginarla come un nastro magnetico dove sono state registrate tutte le attività, tutti gli eventi, accaduti in un determinato periodo.
Un viaggiatore del tempo allora sarebbe un visitatore capace di osservare, in prima persona, eventi passati.
Ma può tale visitatore interagire con gli eventi per modificarli senza causare paradossi temporali?
Ed è qui che nasce il dilemma!
Se sì, quanto può discostarsi dagli eventi memorizzati sul nastro?
Può addirittura modificare gli eventi futuri?
Queste sono domande a cui nessuno può dare risposte, ma che sicuramente suscitano interesse, curiosità e fascino.
Non posso andare oltre altrimenti rischierei di togliervi il gusto di leggere fino in fondo il romanzo, ma voglio lasciarvi con un'ultima domanda:
Cos'è un Deja Vu?

Buona riflessione.

Max Penna

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